ADOLESCENTI E ALCOOL

Non dite non mi succederà mai, perché potreste pentirvene.

Gli adolescenti, per loro natura, tendono a mettersi alla prova e ad entrare in contrasto coi propri genitori, perché istintivamente attratti dal rischio.

Un rischio, quello dell'abuso di alcool, spesso sottovalutato sia dagli adulti che dai giovani.

Del resto il nostro Paese, patria del buon vino, ha un'antica produzione vinicola, con un fatturato annuo intorno ai 3,8 miliardi (dati ISTAT 2018) ed il tradizionale bicchiere di vino a pasto è usanza comune e diffusa. Io stessa da bambina pranzavo con acqua e vino.

Eppure i numeri parlano chiaro.

Dai dati ISTAT 2019 emerge che in Italia il 40% degli adolescenti bevono regolarmente vino, il 50% birra e il 22,4% liquori. Il 13,3% racconta di essersi ubriacato prima della maggiore età, con un dato sconfortante che sale al 18% nel Meridione, e il 27,3% dichiara di aver cominciato ad assumere alcool prima dei 16 anni (mi piacerebbe sapere come, visto che la legge italiana vieta la vendita di alcolici ai minori di 16 anni!).

Quello che forse sfugge è che non è solo una questione di rischio all'alcolismo, un fenomeno sociale, che pesa sulla spesa sanitaria per circa 22 miliardi/anno, utilizzati principalmente per curarne la dipendenza.

Negli adolescenti esiste innanzi tutto un grave rischio nello sviluppo neurologico, che si ripercuoterà poi nella loro vita adulta.

L'uso e l'abuso di alcool infatti ostacola l'evoluzione dei processi cognitivi, come la pianificazione degli obiettivi, la memoria operativa, il controllo dell'attenzione, la regolamentazione emotiva e comportamentale. Senza contare le ulteriori conseguenze a livello epatico e cardiovascolare.

Sono stati fatti diversi studi in proposito ed un recente studio americano, pubblicato sull'American Journal of Psychiatry, ha evidenziato che negli adolescenti bevitori il normale sviluppo della materia cerebrale bianca, che dovrebbe proteggere ed accelerare lo scambio di comunicazione tra neuroni, è fortemente rallentato, causando cicatrici nello sviluppo cerebrale. Queste cicatrici, nell'età adulta, sono responsabili dell'insorgere di diverse problematiche, a partire da una minore elasticità mentale.

Lo studio è stato anche ripreso e commentato dal Prof. Giovanni Migliarese, primario di psichiatria dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, nel suo libro "Quando tutto cambia - La salute psichica in Adolescenza", scritto insieme al collega Prof. Claudio Mencacci, editore Pancini.

Come comportarsi quindi davanti ad un figlio con la passione per gli alcolici?

Personalmente non mi ero mai posta il problema, né tanto meno preoccupata, finché a sedici anni, rientrando da una festa, mia figlia non ha vomitato sui tappetini dell'auto di suo padre. Aveva bevuto due "drink", inclusi nel biglietto della festa di compleanno.

Come una tigre, protettrice dei suoi cuccioli, mi sarebbe piaciuto scagliarmi come una fiera sul gestore del locale che serviva super alcolici a dei minori.

Poi però ho pensato che forse era meglio responsabilizzare mia figlia ed insegnarle cosa significasse davvero consumare alcolici, soprattutto super alcolici alla sua età e mi sono informata, scoprendo un mondo sommerso fatto di numeri inquietanti e rischi sottovalutati.

Io non ho la risposta su come affrontare il problema, ogni adolescente ed ogni famiglia è un mondo a sé.

Posso però dirvi cosa non dovete fare.

Non colpevolizzatevi. Io l'ho fatto e sono stata male per mesi.

Una sbornia, una serata di bevute, non portano necessariamente ad un problema di dipendenza, fa parte anche questo un processo di crescita e soprattutto non è colpa vostra. Non è un vostro fallimento.

Fallite se lasciate solo/a vostro figlio/a nella ricerca della sua dimensione, se non arginate i suoi eccessi, se non create la discussione, il confronto e anche lo scontro, se necessario.

Non esiste una ricetta, non ci sono maghi o indovini che possono dirvi cosa fare o non fare, il lavoro e la responsabilità è tutta vostra.

E se non ce la fate, non abbiate timore né vergogna, perché siamo in tanti ad entrare in crisi davanti ad un/a figlio/a che cresce.

Rivolgetevi a persone esperte, professionisti, che vi sappiano guidare in questo strano mondo dell'adolescenza, così diverso da quello che abbiamo conosciuto noi.

Per inciso, ora mia figlia è grande, gli piace il vino, poco e solo a pasto, è una buona intenditrice di birre e soprattutto non beve mai se deve guidare.

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