DENTRO UN'EMOZIONE

E' il week-end della Domenica delle Palme e prima delle vacanze pasquali ti aspettano impegni scolastici importanti e le gare regionali di ginnastica ritmica, valide per la qualificazione al campionato nazionale CSI.


Potresti usare quel patto sportivo che tanto abbiamo dannato per ottenere, ma so già che non lo farai. Troppo orgogliosa per rinunciare alla verifica di fisica a cui tanto tieni e troppo determinata a dimostrare a certi insegnanti miopi che sport e scuola possono viaggiare sullo stesso binario.


Arriviamo in provincia di Brescia con le tue compagne di squadra, faccio la tassista da 10 anni e ormai sono abituata al vostro chiacchiericcio e alle vostre risate prima delle gare.

Cambiano le ragazze, cambiano le età, ma la tensione palpabile alla vigilia della competizione è sempre la stessa.


Una serata in compagnia con la tua allenatrice e la mia ormai immancabile "socia di emozioni" e poi tutti a nanna, ché la giornata l'indomani comincia presto e la tua storica compagna di squadra deve aprire le gare... a seguire tu.


Siamo in stanza insieme stavolta, l'allenatrice ha voluto dividervi. Sa bene che tutte in un'unica camera avreste chiacchierato fino a notte fonda e avete bisogno di riposare prima della gara.

Lo farete forse, alle gare nazionali, se ci arriverete.

Non stasera, non durante la fase regionale dove vi giocate la qualificazione.


Mi guardo bene dal fare anche solo un piccolo accenno alla gara e mi limito a sussurrarti "Piccola, per che ora puntiamo la sveglia domani?" - "Alle sei e mezza, mamma. Mi preparo prima io".


Alle 6.30 suona la sveglia e nel chiarore del primo mattino che filtra dalle tende ti vedo alzare e puntuale cominci a prepararti.

E' una bella giornata di sole, molti oggi andranno al lago, poco distante dal nostro palazzetto, tu invece scenderai in pedana e ti giocherai la stagione sportiva.


Ti guardo, bella come solo agli occhi di una madre una figlia è bella, e ripenso a quando piccina ti spazzolavo i lunghi capelli ricci.

Non versavi una lacrima, nonostante il gel abbondante e le migliaia di forcine che ti appesantivano il capo per fissare un improbabile chignon dalle precise caratteristiche: a quattro dita dall'attaccatura della fronte - si era raccomandata la tua istruttrice.


Esci dal bagno con uno chignon perfetto, il trucco base da ritoccare prima dell'esibizione, la riga nera dell'eyeliner decisamente migliore della mia e penso a quanto sei cresciuta, finché ti giri verso di me e nei tuoi grandi occhi azzurri rivedo la bimba che vorrebbe scappare, eppure decisa apri la porta e mi saluti.


Arrivo al palazzetto che siete già in pedana di prova e dagli spalti percepisco tutta la tua tensione. Mi accorgo del tuo respiro corto, ti stai massaggiando le ginocchia martoriate dalle mille cadute degli allenamenti, hai un ginocchio dolorante che ti sei fasciata e hai l'aria preoccupata.

Le tue compagne non versano in condizioni migliori.


Mi chiedo se quando vi chiameranno in pedana riuscirete a dominare l'ansia, soprattutto tu.

Avete prima gli esercizi individuali e poi la squadra.

Come farete la squadra se non sarete soddisfatte delle vostre prestazioni precedenti?


Ecco si comincia: entra la prima.


Un battito di ciglia ed è già il tuo turno: il cuore perde un colpo.

Sei troppo tesa, la respirazione è irregolare, lo vedo dai lanci e dalle espressioni del tuo volto, nonostante i sorrisi rivolti alla giuria.

Fai delle clavette buone, ma esci dal campo gara con il magone.

"Forza bimba, non mollare" - penso forte - come se il mio pensiero dovesse entrarti dentro e infonderti energia.


Poche atlete e chiamano ancora il tuo nome.

Entri in pedana, elegante, il nastro come compagno: "Respira!" dico a mezza voce, respirando con te. Gli occhi seguono ogni tuo movimento, veloce, sempre più veloce.

Il nastro disegna nell'aria tesa spirali non sempre perfette; sai fare di meglio, ma esci soddisfatta, hai domato l'ansia e io sono felice per te.


Poi arriva la squadra: Energy e tu ti trasformi.

Il vostro turno è vicino e tu sicura guidi le tue compagne in posizione centrale, a bordo pedana, davanti alla giuria, in attesa che vengano scanditi i vostri nomi.

Le due palle color fucsia fluo che tieni in mano indicano già che la squadra a 4 palle si aprirà con un lancio rischio, un inizio esplosivo.


La speaker vi chiama, rigorosamente in ordine alfabetico.

Attendete l'ultimo cognome e all'unisono alzate il mento, salite sulle mezze punte e fate il saluto alla giuria, andando a posizionarvi in pedana per la figura iniziale.


Il beep di inizio dà il via all'esibizione e non sei più la ragazzina ansiosa e insicura di qualche minuto prima, sei una macchina da guerra, in perfetta sincronia con le compagne e tutto il pubblico viene trascinato dal crescendo dei vostri salti, lanci e riprese.


Dall'alto ti vedo tuffare senza paura sopra la tua compagna, per atterrare perfetta sulla palla che ti attende oltre, per rotolarvi sopra e fare un rapido scambio di attrezzi.

Poi con lo sguardo cerchi le altre, che attendono, e guadagni quella frazione di secondo necessaria per restare in musica e terminare l'esercizio insieme, sull'ultima nota.


Scroscia l'applauso liberatorio di noi genitori, che per tutti i due minuti e venti di esibizione siamo rimasti col fiato sospeso e si unisce a noi anche il resto del palazzetto, avete dato spettacolo.


Salutate insieme, composte, alte sulle vostre mezze punte, la giuria che avete di fronte e poi vi girate e correte felici in fondo alla pedana dove la vostra allenatrice vi attende soddisfatta; finalmente libera anche lei di respirare.


Alzi gli occhi, mi guardi e sorridi, la gioia ti illumina lo sguardo.

Hai dismesso l'aria da guerriera, sei tornata la mia "bambina" e io resto basita davanti a quanta potenza si nasconda in quel corpo minuto.


Tu, che fatichi a trovare una tua dimensione per affrontare in solitaria una giuria, con la squadra diventi una tigre e ti fai carico delle compagne con una naturalezza tale che loro ti si affidano con cieca fiducia.


Non tutti hanno le qualità per diventare buoni individualisti, così come la squadra non è per tutti.

Vederti sola in pedana è una grande emozione, ma quando sei in squadra sei un spettacolo.


Una bella lezione per me e spero anche per te.

Non si può eccellere in tutto. Si può migliorare e ottenere con la costanza buoni risultati in qualsiasi cosa facciamo, però se ci dedichiamo con lo stesso impegno ad approfondire quelle doti intrinseche e naturali che già possediamo i risultati saranno straordinari.


Quindi, volete sapere se le ragazze si sono qualificate per le gare nazionali? - Certo che sì!


Oro per la squadra Energy: campionesse regionali Lombardia - Squadra Palle - Terza Categoria Advanced


Podi e passaggio al nazionale anche come individualiste Junior - Categoria Advanced con clavette e nastro; così tra un mesetto ci sarà un altro scontro tra mia figlia e la sua ansia.


Riuscirà la mia piccola a fare della sua ansia una compagna da cui trarre delle risorse, piuttosto che un'avversaria da affrontare?

Forse, forse non quest'anno, ma ci sta lavorando e lei, lo ha dimostrato, è una tigre.


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Foto by Francesca Soli






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