EDUCARE ALLA SCELTA

Gennaio è da sempre un mese di scelte e di ripartenze.

Lo sanno bene i genitori, che entro la fine del mese dovranno iscrivere i propri figli al nuovo anno scolastico 2021/2022.

Oggi è tutto più semplice: niente file chilometriche agli uffici comunali, niente risse per aggiudicarsi i primi posti, tutto informatizzato attraverso il portale del MIUR.

Certo, va detto, non tutti sono così tecnologici da apprezzare la comodità delle iscrizioni on-line, ma fatevene una ragione cari genitori: i vostri figli sono la generazione del futuro, non potete esimervi dall'aggiornare le vostre conoscenze informatiche, a partire dalle iscrizioni scolastiche.


Tecnologia a parte - restano attivi i supporti tradizionali presso le sedi di tutti i comuni del territorio - nel mese di gennaio i genitori opereranno delle scelte che saranno determinanti per il futuro dei loro figli, dove per i più piccini la responsabilità graverà tutta su mamma e papà, ma dalla scuola secondaria in poi la responsabilità andrebbe condivisa coi diretti interessati.


Considero infatti una scelta importante e determinante non solo l'iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado, senza dubbio quella più complicata, ma anche quella alla secondaria di primo grado, troppo spesso sottovalutata dai genitori.


La scuola secondaria di primo grado abbraccia quella fascia di età che va dagli 11 ai 14 anni, un fondamentale periodo di formazione per i pre-adolescenti, in cui l'insegnamento didattico ha senza dubbio la sua importanza ma lo è ancora di più imparare a relazionarsi e a collocarsi in un gruppo di coetanei con cui condividere esperienze ed emozioni.


In questa fase troppo spesso i genitori non considerano l'importanza della socialità della scuola, scollando i propri figli da un ambiente che dà loro sicurezza per gettarli in situazioni nuove senza dargli la giusta preparazione per affrontarle, causando a volte serie ripercussioni anche sul futuro andamento scolastico.


Questo non significa che non sia un fattore positivo per il ragazzo cambiare ambiente, al contrario, a volte è necessario per stimolarne l'autonomia, l'errore consiste nel non coinvolgere il figlio nella scelta dell'istituto.


Il vecchio adagio "sono troppo piccoli per scegliere" è in realtà una scusante per giustificare le nostre mancanze di genitori.

I ragazzi non sono piccoli per scegliere, non sono abituati a farlo perché non gli è stato insegnato: questa è l'amara verità con cui dobbiamo confrontarci.


Se non abbiamo abituato i nostri bambini a fare piccole scelte durante l'infanzia, come possiamo pretendere che sappiano scegliere a 11 anni e poi ancora a 14 e via seguendo?


Le scelte fanno parte della vita, non si riferiscono solo a percorsi scolastici o professionali.

Il bambino impara a scegliere anche giocando: scegliere se andare al parco con gli amici o trascorre un pomeriggio al cinema con mamma e papà; se partecipare a quella famosa festa di compleanno oppure presentarsi alle finali del campionato sportivo; se uscire a divertirsi senza fare i compiti e prendere sicuramente un'insufficienza a scuola, o restare a casa a studiare rinunciando a un pomeriggio con gli amici per prendere ottimo nell'interrogazione.

Comprendere fin da bambini che non è possibile avere tutto e che le scelte comportano delle conseguenze, più o meno positive, li prepara alle responsabilità che avranno domani.


Anche insegnargli l'importanza della scuola e della cultura rientra nel nostro ruolo di genitori e non si può attendere che diventino grandi per spiegarglielo: è un concetto base, da esprimere fin dai primi passi, se si vuole crescere dei figli che abbiano rispetto per la scuola.

Esultare per ogni loro successo scolastico, premiarli per i buoni risultati, incoraggiarli e supportarli nelle difficoltà, ricercare con loro e i rispettivi insegnanti il percorso più adatto per l'apprendimento, sono tutti segnali che i bambini percepiscono e li rendono coscienti dell'importanza della scuola nella loro crescita. Consapevolezza che i bambini si creano nel corso degli anni, seguendo i nostri esempi e i nostri discorsi: tanto più noi saremo fiduciosi nel sistema scolastico e negli insegnanti tanto più loro saranno entusiasti di continuare a studiare e di confrontarsi con nuove realtà, arrivando pronti per le scelte successive.


Noi genitori dovremmo imparare da loro e con loro.

Lasciarli scegliere - anche quando a priori comprendiamo l'errore - consigliarli magari, cercando di farli ragionare, ma lasciare a loro la decisione finale e se sbaglieranno pazienza: è dall'errore che nasce la conoscenza e la consapevolezza di essere autonomi e responsabili per se stessi.


Questi sono passaggi fondamentali affinché a 11 anni possano concordare coi genitori su scelte scolastiche difficili, ma che comprenderanno possano essere per il loro bene, accettando il punto di vista degli adulti di cui si fidano e con cui avranno instaurato una relazione di scambio.

La capacità di creare, attraverso le scelte autonome dei figli, un rapporto di fiducia reciproca è la base per affrontare l'adolescenza che verrà dopo e che rimetterà in discussione tutto.


La scelta della scuola secondaria di secondo grado è invece più complessa e comporta una scelta che sarebbe opportuno fosse esclusivamente a carico del ragazzo.

Tuttavia, se avrete lavorato bene, dovrete fidarvi di vostro figlio: è un atto d'amore, glielo dovete. Anche quando i test psicologici vanno contro, gli insegnanti non concordano, le pagelle piangono, se vostro figlio ha deciso un indirizzo dovete quanto meno farglielo provare.


Forse avrà sbagliato, forse perderà un anno, forse dopo il biennio cambierà indirizzo o si diplomerà coi voti risicati, non importa, dimostrargli la vostra fiducia è il fattore educativo più importante in quel momento, perché è da qui che partirà tutto il resto.


Piuttosto sondate bene la sua scelta: interessatevi sulle motivazioni che l'anno generata, cercate di capire le aspirazioni di vostro figlio, le sue reali capacità di studio e di sacrificio, prospettategli gli impegni che dovrà affrontare e confrontatevi con lui su dove vuole arrivare, soprattutto non lasciatelo solo.

Perché anche il più responsabile, autonomo e deciso dei ragazzi ha pur sempre 14 anni e a quell'età è fondamentale avere l'apprezzamento e il sostegno della propria famiglia e non dico famiglia a caso.

Qualora ci siano fratelli maggiori, evitate confronti inopportuni che minerebbero solo l'autostima di vostro figlio, rendendolo insicuro e soggetto ad influenze esterne.

Ogni figlio è unico e ciascuno cerca e si crea la propria strada, senza necessariamente ripercorrere quella di altri e i primi a doverne prendere coscienza sono spesso proprio i genitori.


Ho assistito fin troppe volte a scelte dettate dai percorsi precedenti dei fratelli, aspirazioni di mamma e papà, soluzioni di comodo per il ménage famigliare, senza che il ragazzo potesse esprimere liberamente e autonomamente i propri desideri, sempre con risultati psicologici devastanti e rendimenti scolastici da paura.


Siate genitori illuminati e responsabili, educate fin da subito i vostri bambini a quelle piccole scelte che li renderanno grandi, così che quando dovranno scegliere davvero la loro strada potranno avere i mezzi per farlo.

Abituateli fin da piccoli che non sempre tutto è realizzabile, che non occorre essere perfetti ma che provarci può fargli scoprire capacità che pensavano di non avere.

Insegnategli che sbagliare fa parte della vita e che può essere doloroso, ma che il fallimento non fa di loro dei falliti, piuttosto genera esperienze da cui ripartire per cercare nuove strade.


Fondamentalmente abbiate fiducia in voi stessi e nel vostro ruolo di educatore, non dovete crescere un figlio ideale ma una persona capace di affrontare la vita.

E se volete un aiutino per portare avanti questo arduo compito, insegnandogli a scegliere e a fallire, qui di seguito i titoli di alcuni libri interessanti sull'argomento:


  • "Come liberare il potenziale del vostro bambino" di Daniela Valente (ispirato al metodo Montessori per i primi due anni e mezzo di vita del bambino)

  • "Montessori da 9 a 12 anni. Guida pratica per genitori con idee e attività da svolgere in casa" di Nathalie Petit

  • "Manuale di imperfezione. Imparare a sbagliare per vivere felici" di Francesco Fabiano

  • "Educare al successo. Aiutare i figli nella scelta della scuola superiore" di Iacopo Casadei (non fatevi trarre in inganno dal titolo. E' un libro che passa anche dagli insuccessi per arrivare all'obiettivo)

  • "Educare alla libertà" di Frans Carlgren e Arne Klingborg

Di fatto molto lo imparerete anche da soli, strada facendo, ma essere preparati non fa mai male.


Auguro a voi e ai vostri figli di fare scelte responsabili senza dimenticare mai i vostri sogni, perché sono i sogni che ci fanno fare le scelte più importanti della vita.


Paola Bergamasco


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Foto free by Canva Mary Lou Coock






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