LIBRI E BAMBINI: UN BINOMIO POSSIBILE

Un giorno mia figlia piccola, per una ricerca della prima media, contò tutti i libri presenti in casa.

Erano 550, di cui una buona parte miei, ma moltissimi anche suoi e della sorella, quasi a pari merito con quelli del padre.

A quanto pare però non in tutte le famiglie la venerazione del libro è altrettanto sentita.


Save The Children, in uno dei suoi ultimi rapporti annuali, ci segnala che il 48% dei minori in età scolare non ha mai letto un libro, se non per uso scolastico.


La situazione dovrebbe preoccupare, perché è proprio nei primi anni di vita che si matura l'amore per la lettura. Ma come fare?


La scienza insegna che già prima della nascita il bambino ha una spiccata propensione all'ascolto.

Ancora nel grembo materno, se la mamma parla con tenerezza o ascolta musica dolce, il nascituro si rilassa e il pancione si decontrae. Innegabili dimostrazioni del fatto che il bambino sente i suoni emessi all'esterno della sua ovattata realtà.

Allora perché non continuare a coccolarlo con dolci suoni anche dopo la sua nascita?

Gli esperti fanno notare che proprio le ninna nanne e le filastrocche sono il mezzo migliore per stare vicini al bambino, rassicurarlo e trasmettergli amore.


La lettura ad alta voce delle ninna nanne, nei primi mesi di vita, gli insegna ritmo e melodia, gli imprime nella memoria la voce della mamma e delle persone a lui care, è un valido alleato nello sviluppo della sua personalità.


In aiuto ci vengono i libri. Belli e utili per qualsiasi età.


Ormai tutti riconosciamo che i libri sono indispensabili per la crescita psicologica ed emotiva dei bambini, ma occorre sceglierli in base alle necessità del bambino e soprattutto:

bisogna leggerglieli ad alta voce.


Il primo libro di mia figlia grande è stato un libro-cuscino, aveva appena imparato a stare seduta.

Era di stoffa imbottita, il protagonista un coloratissimo coniglietto rosso e blu.

Un libro morbidissimo che le piaceva molto.

Ci giocava, lo mangiava, girava le sue tre grosse pagine di pezza e ci si addormentava.


Dall'anno fino a poco più di 2 anni, per i bambini esistono libri appositi per l'esplorazione tattile e orale, tipica di questo periodo di crescita.

Si racconta la storia al bambino, si fa passare la manina sulle pagine per sentire forme e consistenze e il bimbo prende coscienza di una realtà diversa dalla sua.

Il bambino resta affascinato dalla voce e dalle sensazioni fisiche che arrivano dalle pagine.

Che magia la lettura!


Dopo i 2 anni i libri possono popolarsi di immagini, movimenti e suoni.

La voce racconta ed il bambino associa il racconto a quello che vede e che sente.

Moltissimi i libri pop-up disponibili per bambini, in cui le storie si animano di figure che sbucano dai libri, finestrelle che si aprono e svelano animaletti nascosti, bottoni che al tocco suonano divertenti melodie.

Anche il racconto si anima ed il libro diventa il gioco perfetto da fare con mamma e papà.


Dopo i 3 anni il bambino associa la voce che racconta alle figure del libro ed incomincia a capire il segno grafico.

Le semplici storielle di vita quotidiana dei personaggi immaginari, riflettono le sue piccole esperienze e lui si può identificare con il racconto e trarne rassicurazione e consiglio.

E' l'età in cui imparano ad apprezzare le storie raccontate e se gli piacciono le chiedono e le richiedono all'infinito.


Dai 3 ai 6 anni cominciano ad apprezzare le storie più complesse, con personaggi in difficoltà che vincono gare o competizioni, poveri animaletti indifesi che si salvano da situazioni pericolose.

E' il momento in cui, attraverso il racconto, imparano a conoscere i sentimenti, dargli un'identità e trovare coraggio per affrontare ostacoli e paure.


Studi pedagogici stimano che i bambini, prima di cominciare la scuola, dovrebbero aver ascoltato e memorizzato un numero variabile tra 3000 e 5000 vocaboli, per poter imparare a leggere.

Ascoltare le storie in tenera età li aiuta a sviluppare questa abilità, soprattutto in considerazione del fatto che dopo i 4 anni il processo di apprendimento rallenta.


Quindi, cari genitori, quando raccontate una favola al vostro bambino non state solo leggendo un libro, non state solo giocando, lo state aiutando a crescere e attraverso la vostra voce lo incanalate verso una passione che gli aprirà la mente e lo faciliterà a scuola e nella vita.


Tuttavia, iniziarli alla lettura fin da piccoli, non vi metterà al riparo da possibili abbandoni di interesse negli anni futuri.


Soprattutto verso gli 8/9 anni, quando comincia il periodo pre-adolescenziale, i bambini sono attratti da altri interessi ed il libro può passare in secondo piano, anche tra i virtuosi.


La regola principale, per evitare l'abbandono definitivo, è NON INSISTERE.


Non obbligate i vostri figli a leggere. Otterreste l'effetto contrario.

Del resto il maestro della narrativa per bambini, il grande Gianni Rodari, ripeteva sempre:

"Il verbo leggere non sopporta l'imperativo!"


Asteniamoci quindi dal fare inutili paragoni, subdoli ricatti, del tipo "Se leggi un libro al mese ti aumento la paghetta" e altri escamotage simili per riportare il pargolo sulla retta via.

Il bambino deve ritrovare il gusto ed il piacere di leggere per tornare ad innamorarsi dei libri.


Certo, competere con videogames e ogni sorta di dispositivo elettronico, dai colarti paesaggi virtuali, con avatar a propria immagine e somiglianza, diventa difficile per il caro vecchio libro.


Ancora una volta è il genitore che deve saper giocare d'astuzia e recuperare l'interesse del bambino, non solo per continuare ad ampliare le competenze linguistiche e l'elasticità mentale del figlio, ma anche per limitare le ore davanti agli schermi, soprattutto in questo periodo di DAD.


Le modalità per interessare un bambino in età scolare a leggere ci sono.

Ecco qualche consiglio base a cui ognuno potrà aggiungere la propria esperienza per migliorare l'esito:

  • nessun obbligo alla lettura

  • non sottovalutate i fumetti

  • libri non troppo lunghi

  • argomento a scelta del bambino

  • visita periodica a librerie e/o biblioteche

I fumetti sono spesso sottovalutati, ma di solito sono il primo approccio in autonomia alla lettura dei bambini. Rappresentano quella via di mezzo tra il cartone animato ed il libro, sono più semplici e diretti, per questo la lettura è di solito considerata più divertente.


Evitiamo di essere invadenti nella scelta dei libri dei nostri bambini, lasciamo che imparino a capire il genere che hanno il piacere di leggere.

Non esistono solo i grandi classici ed anche i grandi classici, proprio per invogliarli alla lettura, sono spesso riscritti in modo più moderno, a volte conciso.

Avranno il tempo di rileggerli in versione tradizionale ed integrale quando saranno grandi, se avete fatto un buon lavoro quando erano piccoli.


Mia figlia grande ha letto quasi tutti i classici in versione Geronimo Stilton.

Personaggi di Jule Verne, Jane Austen, i Fratelli Grimm, tramutati tutti in topi, in avventure da topo.

Ero abbastanza perplessa, ma a mia figlia piacevano moltissimo e leggeva un libro al mese.

Quando è cresciuta li ha riletti tutti in versione originale.

Quindi non disperate se i loro gusti non incontrano i vostri.


E poi le librerie e le biblioteche! Andateci spesso!

Insegnategli che sono posti speciali, dove si possono trovare luoghi fantastici e vivere grandi avventure. Responsabilizzateli, sottoscrivendo per loro la tessera della biblioteca.

La tessera della biblioteca li farà sentire grandi.

Prendere in prestito un libro, averne cura e poi riportarlo per tempo, condividerlo con gli altri e parlarne, sarà un altro piacere che il bambino assocerà alla lettura.


Giocate a leggere col vostro bambino. Siete voi il primo esempio da cui imparerà.

Siate presenti, pronti al confronto su tutto ciò che leggerà.

Insegnategli che la fantasia gli permetterà di costruire, nella sua mente, la storia che sta leggendo ed immaginarla in un modo unico ed esclusivo.

Dimostratevi entusiasti delle sue scelte letterarie, incoraggiatelo a raccontarvi la storia del libro, interessatevi alle sue emozioni.

Crescerete così un bambino felice, con un linguaggio ricco ed appropriato, capace di emozionarsi e capire il prossimo, con una fervida fantasia, che probabilmente lo aiuterà in futuro a trovare una soluzione anche nei momenti più difficili.


Vi lascio con una massima di Umberto Eco, di cui sono profondamente convinta:


"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria!

Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... Perché la lettura è un'immortalità all'indietro."


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Foto di Andy Kuzma da Pexels



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