QUALI SONO I NUMERI PER CRESCERE I FIGLI

La natalità in Italia, nel mondo occidentale in generale, è fortemente in ribasso.

La maternità è sempre più spostata nel tempo.

Complice il fatto che si comincia a lavorare ed essere economicamente indipendenti in tarda età, riscontriamo genitori sempre più anziani e molte famiglie con figli unici.

A volte, prima di pensare ad un figlio, si cerca una certa stabilità professionale e quando poi si è in piena carriera le priorità cambiano e la ricerca di un figlio viene ulteriormente posticipata.


Del resto vi siete mai chiesti quali numeri servano per mantenere mediamente la nascita e la crescita di un figlio?

Io mai prima d'ora, ma in parte l'esperienza ed in parte una piccola ricerca, hanno evidenziato numeri importanti, soprattutto per una famiglia a reddito medio, ipotizzando madre e padre con un posto di lavoro stabile.


I costi cominciano fin dalla gravidanza, tra visite ginecologiche ed esami di controllo.

Poi continuano alla nascita, con acquisti industriali di pannolini e, se non si ha la fortuna di avere latte, con forniture volumetriche di latte in polvere.


Facendo un rapido conto per difetto, solo nel primo anno bisognerà affrontare:

  • pannolini circa € 650/anno

  • latte in polvere circa € 700/anno

  • abbigliamento circa € 1000/anno

  • alimenti per svezzamento € 2000/anno


Se poi pensate di rientrare a lavorare, considerate che gli asili nido vanno da un minimo mensile di € 400 (quelli comunali) ad oltre € 600 (quelli privati), almeno qui a Milano e periferia.


Le cose non andranno meglio con la crescita.

Perché se è vero che si esaurirà il salasso dell'asilo nido, quand'anche optiate per una scuola pubblica, è probabile che, se entrambi i genitori lavorano, avrete la necessità di usufruire di servizi quali lo scuolabus, pre-scuola e post-scuola.

Considerate quindi che solo per l'istruzione pubblica obbligatoria spenderete in media circa €700/anno. esclusa la mensa, che parte da un costo base di €3,50 a pasto fino a € 6 a pasto, a seconda del servizio di ristorazione scelto.


Un discorso a parte poi va fatto per i libri di testo.

Gratuiti per la scuola elementare, ma dalle scuole medie in poi a totale carico delle famiglie.

Da qualche anno è stato imposto alle scuole una spesa massima di circa € 220/anno per l'acquisto dei libri.

Gli istituti cercano di venire incontro agli studenti proponendo libri in uso per tutto il biennio e triennio, questo in parte ha sgravato i genitori di costi che fino a qualche anno fa erano davvero proibitivi.


Poi non dimentichiamoci le attività extra-scolastiche.

Ormai fin dai primi anni di vita sembra inconcepibile non far partecipare i pargoli a un corso di nuoto, abituarli a qualche attività sportiva, avvicinarli alla musica o meglio ancora iscriverli a un bel corso d'inglese.

Mediamente, qualsiasi attività scegliate, il costo non è mai inferiore alle €700-800/anno.


Se poi crescendo sono particolarmente bravi a scuola, o portati per le lingue straniere, cominciate a mettere in conto l'università e i viaggi d'istruzione.

Allora il budget si potrebbe spostare dai € 3000 in su, senza contare tutti gli extra.


Tutti i costi possono essere limitati con scelte più parsimoniose e piccole rinunce, ma difficilmente riuscirete a crescere un figlio con meno di € 4000 all'anno destinati solo a lui, alla sua crescita e alla sua istruzione.

Naturalmente escluse tutte le altre spese accessorie che verranno crescendo: tablet, cellulare, playstation o x-box e qualsiasi altra novità tecnologica, non necessaria, ma per la quale riceverete sicuramente pressanti richieste.


Gli stimoli a cui sono sottoposti i nostri figli sono decisamente maggiori rispetto a quelli a cui siamo stati abituati noi alla loro età.

Crescere un figlio negli anni Settanta era economicamente più fattibile e più semplice di oggi, principalmente perché il divario sociale era meno evidente.


Ricordo che io, terza figlia di un padre operaio ed una madre casalinga, non mi sono mai sentita svantaggiata o "povera" rispetto ad altre compagne, figlie uniche di piccoli imprenditori del paese.

Non c'era nessuna vergogna a dover ammettere di non poter partecipare alla gita, o non aver il walk-man o la Barbie ultima moda, perché non c'erano soldi.

Eravamo diversi bambini nella stessa situazione e comunque anche le famiglie benestanti non erano mai eccessive e i loro figli non erano poi così diversi dai figli degli operai.


Oggi non potersi permettere lo stesso standard di vita dei compagni di scuola diventa complicato.


I bambini sanno essere particolarmente giudicanti e selettivi coi loro simili, soprattutto se abituati a frequentare solo persone con i loro stessi interessi e le loro stesse possibilità.

Ecco perché, dalla mia esperienza, trovo che da piccoli sia molto più istruttivo frequentare una scuola pubblica, piuttosto che un ambiente protetto e curato come una scuola privata.

Naturalmente sono scelte che vanno ponderate considerando più fattori.

Tuttavia, dal punto di vista sociale, la gamma di situazioni familiari ed economiche degli studenti di una scuola pubblica rende bene l'idea di quante combinazioni possibili la vita ci offra, insegnando ai bambini, fin da piccoli, ad accettare e rispettare le diversità.


Certo è che quando a ventiquattro anni, ho deciso di cercare un figlio, non mi sono posta troppi dubbi o domande.

Con la sana incoscienza dei giovani, ho trascinato mio marito in quell'impellente bisogno di maternità e avventura che spesso caratterizza le giovani donne.

I dubbi mi sono sorti dopo, quando con quel fagottino tra le braccia, mi sono chiesta se saremmo stati in grado di proteggerla e darle tutto l'amore che meritava.

La mia preoccupazione è sempre stata più tipo educativo/affettivo che materiale.


Non ho la più pallida idea, e non voglio nemmeno saperlo, di quanti soldi abbia speso finora per la mia prima figlia tra viaggi all'estero, libri di testo e non, tasse universitarie, attività sportiva agonistica ed altro.

Non tengo il conto nemmeno per la seconda, che già progetta di andare a studiare all'estero e poi diventare ricercatrice per il CNR.

So solo che, nonostante i sacrifici, qualche rinuncia personale, qualche finanziamento e una buona progettazione delle spese, le ragazze stanno crescendo dandoci soddisfazioni enormi, come studentesse ma soprattutto come persone.


In conclusione, se vi affidate solo ai numeri per decidere come, quando e quanti figli vorrete avere, il nostro paese sarà destinato ad invecchiare in tempi record.

Le politiche famigliari, per quanto negli ultimi anni abbiano dato segnali positivi, sono ancora piuttosto carenti e combinare lavoro e famiglia continua ad essere uno sport estremo.

Tuttavia ci sono scelte che è bello prendere in controtendenza.


Tendiamo a quantificare tutto, a schematizzare, a valorizzare, eppure ci sono situazioni che vanno semplicemente vissute nella loro interezza.

Non possono essere imbrigliate in limiti razionali, sono emozioni pure: senza senso, senza spazi, senza tempo.


Bisogna essere responsabilmente incoscienti per diventare genitori, ma è un'avventura da vivere ad ogni età; anche se, siatene coscienti, le energie dei vent'anni vi serviranno di più che non la maturità dei quaranta.


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Foto Sarah Richter by Pixabay













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