UNA SCELTA D'AMORE

L'argomento di cui vorrei parlare oggi non è di facile approccio.

Tuttavia vorrei sollevare la questione, perché troppo spesso facciamo finta di non vedere o pensiamo che la cosa non ci riguardi, finché non ne restiamo coinvolti.


Seguire un figlio/figlia nella sua crescita ci porta a confrontarci spesso con un mondo adolescenziale diverso, tanto dalla nostra realtà adulta quanto dalla nostra adolescenza passata.

Per quanto si possa essere informati e di mentalità aperta, la nostra formazione culturale ed educativa ci rende a volte impreparati ad affrontare tematiche che per i giovani d'oggi sono la normalità, mentre noi ancora non abbiamo la familiarità nemmeno con i vocaboli giusti.


La prima volta che ho sentito il termine TRANSGENDER è stato durante una conversazione con mia figlia minore, prima liceo, e pur intuendone il senso non sono andata oltre.


Avendo una figlia maggiore, so già che durante l'adolescenza l'accettazione del cambiamento del proprio corpo rappresenta motivo di insoddisfazione e di autocritica.

So, inoltre, che le prime esperienze amorose possono essere determinanti per l'orientamento sessuale e non ho mai escluso la possibilità che si potesse innamorare di una persona del suo stesso sesso.

In fondo l'amore è un sentimento legato non solo all'attrazione fisica, soprattutto per le ragazze, per cui ho sempre cercato di dimostrarmi pronta all'ascolto.


Tuttavia l'eventualità di crescere un figlio/figlia transgender non mi aveva mai sfiorato.


La naturalezza e la competenza con cui la mia "piccola" mi ha sciorinato tutta una serie di possibili identità di genere ed orientamenti sessuali, che io non avevo mai considerato prima, mi ha lasciato perplessa e mi ha aperto nuovi scenari possibili per cui valga la pena restare in allerta.


Segnale positivo, comunque: significa che i giovani sono più informati e più aperti di noi ad accettare realtà diverse da quelle preconfezionate da una società obsoleta.

Al tempo stesso però ho capito che noi genitori potremmo non essere ancora pronti a comprendere un mondo sommerso che preferiamo fingere non esista.

Così mi sono informata.


Facciamo intanto una distinzione tra omosessuale e transgender.


L'omosessualità è un orientamento sessuale, che vede le persone ad innamorarsi o ad essere attratte da persone dello stesso sesso.

I transgender sono persone che hanno un'identità di genere diversa dal loro sesso biologico.

Le persone in cui identità di genere e sesso biologico corrispondono si definiscono cisgender.


La definizione di transgender sul vocabolario recita:

"Atteggiamento sociale e sessuale che combina caratteristiche del genere maschile e femminile, senza identificarsi interamente e definitivamente in nessuno dei due."


L'adolescenza è proprio il momento in cui il corpo cambia ed il ragazzo/la ragazza sviluppano quella che sarà la loro identità sessuale; il tempo in cui l'adolescente prende coscienza di chi é e di chi vuole essere.


L'identità sessuale é la sommatoria di diversi fattori:

  • identità di genere

  • ruolo di genere

  • orientamento sessuale

  • sesso biologico


L'identità di genere é come una persona definisce se stessa verso gli altri e solitamente corrisponde al sesso biologico, ma é strettamente legata anche alle caratteristiche biologiche: ormoni e cromosomi per esempio, e non sempre é riconducibile al maschile o femminile.

In questi casi spesso si ha un disturbo dello sviluppo sessuale.


Il ruolo di genere riguarda la modalità con cui una persona esprime la propria appartenenza di genere ed é condizionata dall'ambiente e dalle tradizioni culturali.


L'orientamento sessuale é l'attrazione fisica e/o romantica che si prova verso una persona, che può essere di uomo verso uomo (omosessuale), di donna verso donna (lesbica) o verso entrambi i sessi (pansessuale).


E' quindi durante l'adolescenza che si può manifestare il disagio tra un modo di sentirsi (identità di genere) e lo sviluppo del proprio corpo, che si identifica sempre di più con il sesso biologico.


Precisiamo che chi é transgender non é un malato mentale.


L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha tolto la disforia di genere (incongruenza di genere) dalle patologie mentali già a giugno 2018, classificandola come inerente la salute sessuale.


Tuttavia va riconosciuto che il ragazzo/la ragazza transgender affronta un periodo di grande sofferenza emotiva, pertanto un supporto psicologico è consigliabile.


Cosa possiamo fare come genitori?

Una scelta d'amore.


Non lasciando i nostri figli da soli ad affrontare il disagio, accettando la loro diversità, cominciando ad informarci e condividendo con loro la sofferenza.


Durante l'infanzia non riusciamo ad esimerci dal creare intorno ai nostri figli un mondo che rispecchia quello che dovrebbe essere, per noi, la loro identità di genere.

Ci viene naturale, fa parte delle nostre tradizioni e della nostra cultura addobbare la cameretta con colori di genere, scegliere giochi, attività, sport che li identifichino nel loro genere biologico.

Viviamo la nostra sessualità in maschile e femminile, ma dobbiamo essere pronti.

L'adolescenza potrebbe stravolgere i nostri piani e le nostre fantasie e regalarci figli diversi.


Fondamentale é creare un rapporto di fiducia, privo di giudizio, per lasciar esprimere all'adolescente il suo disagio in sicurezza, senza timori e capirne le cause.


Altro consiglio: non affrontare il problema da soli.


Dal punto di vista psicologico, realizzare che il proprio figlio/figlia è una persona diversa da come si era idealizzato/idealizzata, è come dover affrontare un lutto, per prepararsi ad accettare la nascita di una persona nuova. Può essere complicato e destabilizzante per tutta la famiglia.

Il senso di fallimento, le preoccupazioni per il giudizio degli altri, per l'inserimento sociale e gli eventuali interventi ormonali o chirurgici, ai quali probabilmente il giovane/la giovane vorrà sottoporsi, rappresentano un scoglio davvero troppo grande da superare in solitaria, anche per le menti più aperte.


Esistono associazioni apposite. su tutto il territorio nazionale, composte da genitori, trans, psicologi e altri professionisti, pronte ad aiutare le famiglie.


Non serve sentirsi soli. Non siete soli.


Nel caso vogliate ulteriori informazioni, ne abbiate bisogno o semplicemente voleste approfondire, vi lascio qui di seguito il link di due associazioni milanesi a cui potete rivolgervi:


http://agedomilano.it

www.affettioltreilgenere.it


Foto di Sharon McCutcheon da Pexels


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